Messico: convegno della BGRI sulle ruggini del frumento
Pubblicato il 20 April, 2009

Le infezioni fungine del genere Puccinia, comunemente note come ruggini, sono in grado, ogni anno, di creare danni ingenti alle produzioni di frumento a livello globale con ricadute sociali molto gravi, in particolare nei paesi in via di sviluppo ove il sostentamento alimentare è ancora una priorità.
La pericolosità delle ruggini è legata alla loro capacità di diffondersi rapidamente nei diversi areali di coltivazione, attraverso i continenti e alla loro capacità di sviluppare nuove razze, in grado di superare le resistenze genetiche delle varietà coltivate. Dal 17 al 20 marzo si è tenuta presso Ciudad Obregon (stato di Sonora – Messico) un convegno tecnico sulle ruggini del frumento organizzato dalla Borlaug Global Rust Initiative (BGRI) e dal CIMMYT. BGRI è un gruppo di lavoro internazionale, finanziato da Rockefeller Foundation e promosso dal premio nobel Norman Borlaug, che ha come missione quella di contenere l’impatto delle ruggini sulle coltivazioni di frumento a livello mondiale.
Il convegno ha visto la partecipazione di oltre 300 specialisti, patologi e breeders provenienti da 51 paesi. Nel corso dei lavori è stato fatto il punto sulle attività in corso per contrastare la diffusione di UG99, una razza di ruggine nera (Puccinia graminis f.sp. tritici) particolarmente aggressiva che è stata inizialmente isolata in Uganda e che in seguito si è diffusa nel corno d’Africa e, attraverso lo Yemen, in Iran. La comunità scientifica ha realizzato un grande sforzo per isolare fonti di resistenza affidabili che sono in corso di trasferimento alle varietà coltivate, grazie anche all’applicazione delle moderne tecniche di selezione assistita da marcatori molecolari. La ricerca e la cooperazione a livello internazionale si confermano come l’unica strategia possibile per affrontare in modo efficace problematiche di questa natura. Anche in questo caso, tuttavia, il trasferimento dell’innovazione gioca un ruolo fondamentale. Infatti le maggiori difficoltà applicative insorgono in quei Paesi in cui non esiste una iniziativa privata sufficientemente strutturata per realizzare il necessario ricambio varietale. Gli organismi internazionali, in particolare la FAO, sono impegnati a sviluppare piani di contingenza per evitare una diffusione epidemica della ruggine e a favorire la condivisione delle conoscenze in materia di sorveglianza. Lo scopo è quello di prevenire potenziali crisi alimentari nelle comunità agricole più esposte attraverso la diffusione di materiali genetici resistenti a UG99.
Nelle giornate precedenti e successive al convegno è stato possibile visitare, presso il centro di sperimentazione del CIMMYT, i materiali del progetto Genomica Grano Duro in corso di valutazione avanzata. La visita è stata condotta dal Dr. Karim Ammar, responsabile del programma di miglioramento del grano duro del CIMMYT, partner del progetto. La sede sperimentale di Obregon offre eccezionali potenzialità operative sia per gli studi di patologia, che per quelli relativi allo stress idrico, in relazione alla possibilità di dosare i principali fattori di produzione in un ambiente desertico. L’incontro ha consentito di fare il punto sullo stato del progetto e sulle prospettive di sfruttamento dei risultati, sia sotto il profilo scientifico che di trasferimento all’attività di miglioramento genetico anche grazie al contributo del Dr. Javier Pena, responsabile della qualità e del Dr. Josè Crossa specialista in statistica.
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